

"Fratellanza" è la parola che racconta meglio la nostra storia. È il filo invisibile che unisce Michele e Rosa dalla nascita, ma è anche il legame elettivo che li lega a Tonino fin dall’adolescenza. Un’intesa unica, diventata indissolubile nel tempo: Tonino, il migliore amico di una vita, è diventato parte della famiglia sposando Rosa, rendendo questo sodalizio un intreccio perfetto di affetti e visione comune.
"Siamo oggi i custodi di un progetto nato da questa passione condivisa: un cammino tracciato insieme, dove ogni scelta riflette un legame che il tempo ha solo rafforzato. Guardiamo al futuro con la stessa curiosità di allora, forti delle nostre radici e di un'unione che è la nostra vera firma"
Rosa, Tonino e Michele
Vigne del Patrimonio deve il nome al suo legame con il territorio
la denominazione storica dell’attuale provincia di Viterbo, era “Provincia del Patrimonio di S.Pietro”,quando faceva parte dello Stato Pontificio.
Il logo riproduce un leone alato etrusco, ritrovato in una tomba non lontana dalle rovine della rinascimentale “città-modello” di Castro che sorgeva nei pressi dei vigneti di proprietà aziendale, tra il mar Tirreno e il lago di Bolsena, in una zona collinare di origine vulcanica famosa per la coltivazione di olivi, per la pastorizia e, da sempre, per il vino.


La regione Castrense è descritta nei testi più antichi come ricca di bellezze naturali, di storia e di vestigia di un importante passato e rinomata per la salubrità del suo ambiente, la ricchezza di corsi d’acqua e di sorgenti di acque curative e termali.
Questo territorio fa parte dell’ampia regione costiera nota nel mondo come Maremma, tra Lazio e Toscana, con caratteristiche del tutto particolari per terroir, clima, esposizione e tradizioni e per la cura e il rispetto dell’ambiente che ne mantiene intatta la bellezza.
Partendo dalla considerazione che occorrono sempre, in ogni impresa, competenze tecniche specifiche, ci siamo rivolti all’autorevole struttura Universitaria del territorio, la Tuscia, che ha sede a Viterbo. Sulla base di analisi pedologiche, ampelografiche, climatiche e di mercato, nonché sulla base delle nostre personali passioni, abbiamo eseguito l’accurata selezione di vitigni e di porta innesti utilizzati per il reimpianto dei nuovi vigneti.

Le “Vigne del Patrimonio” sono così oggi coltivate su morbide e soleggiate pendici vulcaniche che, scendendo dal lago di Bolsena, guardano al mare e godono delle brezze che ne risalgono, in un paesaggio dove regna ancora l’armonia della natura.